Enzo Zanca
ha dato al mondo dello spettacolo, in oltre quarant'anni di
carriera, un contributo imprescindibile e ci ha lasciato dentro
"quel suo" senso del lavoro sempre... carico di passione,
onestà ed entusiasmo.
Pensiamo sia un impegno che ognuno di noi figli, familiari,
amici, collaboratori ha preso con se stesso, prima ancora che
con lui, per rispettare ed onorare la sua memoria.
Grazie a tutti quelli che, con noi, si sentono vicini a lui
e grazie a lui per aver fatto sì che così tante
persone abbiano condiviso con noi questa eredità.
Il suo percorso si delinea con il Concorso di "Miss Italia",
prima, il Festival di Sanremo, poi, nei gloriosi anni ottanta,
al fianco di Gianni Ravera proprio nel periodo della "rinascita"
della manifestazione; e ancora "Fantastico" con Pippo
Baudo, "Un medico in famiglia": sfogliare il suo curriculum
di "addetto stampa" è come sfogliare l’albo
d’oro della Tv italiana. Se questi "avvenimenti"
sono diventati "eventi", se hanno occupato le prime
pagine dei giornali e hanno polarizzato l’audience televisiva,
molto è dovuto proprio al lavoro di ufficio stampa di
Enzo Zanca.
Dal 1986, poi, si era dedicato, anima e corpo, alla organizzazione
del Concorso "Miss Mondo Italia" con un modus operandi
davvero sui generis, con una deontologia ed un’etica professionale
che, oggi, definiremmo addirittura "integraliste".
Consapevole di lavorare con ragazze giovanissime, le ha sempre
trattate con lo stesso affetto e la medesima attenzione paterna
con cui ha seguito i suoi tre figli, Alessandra, Valeria, Francesco.
Così anche la scelta di legare ogni edizione del Concorso
ad una tematica sociale, nasceva dalla convinzione che bisogna
sempre ricordare ai giovani che, al di là della lecita
voglia di farsi strada e di avere successo, c’è
sempre una realtà, un quotidiano con cui rapportarsi
per non perdere il vero senso della "vita".
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